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ACCERTAMENTI FISCALI. COSA SONO
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Con accertamenti fiscali si intende la verifica, da parte delle autorità
competenti, del regolare pagamento delle tasse. Secondo quanto recita l'art.
53 della Costituzione, tutti i cittadini italiani sono obbligati a versare
una quota dei loro guadagni allo Stato per contribuire alle spese pubbliche.
Tale quota varia a seconda del reddito di ognuno ed è a tale scopo che è
stata istituita quella che conosciamo tutti come dichiarazione dei redditi.
Tuttavia può succedere che tale dichiarazione risulti irregolare o mancante.
E' in tal caso che interviene l'Agenzia delle Entrate, la quale può decidere
di procedere a un accertamento fiscale tramite l'invio, obbligatorio, di un
avviso di accertamento al contribuente.
Gli accertamenti fiscali variano a seconda che si tratti di accertamenti
fiscali sulle persone fisiche o sulle imprese. L'accertamento è analitico,
quando l'autorità competente conosce le fonti di reddito del contribuente
e ricostruisce l'imponibile sommando le singole componenti. L' accertamento
si dice invece sintetico, quando il reddito imponibile è determinato non
dalle singole fonti di reddito ma dalle capacità di spesa dimostrata dal
contribuente attraverso la disponibilità di beni o servizi i quali sono
considerati indici di capacità contributiva. Strumenti degli accertamenti
fiscali sintetici sono il redditometro e lo spesometro.
Nel caso degli accertamenti fiscali sulle imprese, questi possono venire
applicati quando la contabilità è considerata inattendibile, quando il
reddito dell'azienda non è stato indicato nella dichiarazione dei redditi
oppure quando dal verbale di ispezione risulta che il contribuente ha
sottratto all'ispezione una o più scritture contabili. Un accertamento
fiscale infine può essere effettuato quando, dalla verifica fiscale delle
singole fonti di reddito, risultano delle incongruenze tra i ricavi
dichiarati e quelli desumibili dalle caratteristiche dell'attività
ricavate dagli studi di settore.
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ACCERTAMENTI FISCALI. COSA FARE IN CASO DI AVVISO
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Come comportarsi quando si riceve un avviso di accertamento fiscale? La
prima cosa da fare è quella di affidarsi a un professionista, in questo
caso un commercialista. Quella fiscale è infatti materia così delicata che
è consigliabile chiedere sempre il parere di un esperto il quale verificherà
prima di tutto che l'avviso di accertamento fiscale non contenga errori di
forma. Gli accertamenti fiscali, infatti, per essere ritenuti validi devono
rispettare alcuni requisiti. Il primo requisito è quello dei tempi della
notifica. Secondo l'art. 43 del DPR 29 settembre 1973, gli avvisi di
accertamento fiscale devono essere notificati entro il 31 dicembre del
quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione,
mentre, nel caso di mancata presentazione della dichiarazione, il termine
è di 5 anni. L'avviso di accertamento deve inoltre indicare l'imponibile
accertato, le aliquote, le imposte liquidate e, soprattutto, il motivo del
ricorso all'accertamento. Una volta verificata la validità dell'avviso si
può allora procedere:
- al pagamento delle imposte entro il termine di 60 giorni dalla ricezione dell'avviso
- chiedere un riesame o l'annullamento dell'avviso di accertamento
- chiedere un accertamento con adesione
- presentare ricorso presso la Commissione Tributaria competente
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ACCERTAMENTI FISCALI
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Sia che si voglia procedere al pagamento della somma, sia che si
voglia chiedere un riesame della pratica, chiedere un accertamento
con adesione o presentare un ricorso tributario, è in ogni caso
preferibile l'assistenza di un esperto. Anche nel caso in cui la
consulenza fiscale e contabile da parte di uno studio commercialista
non è obbligatoria, il supporto di un professionista è sempre la
scelta migliore. Vista la complessità della legge in materia fiscale,
il minimo errore rischia di compromettere tutta la procedura e
costare molto caro.
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COME TROVARE UN COMMERCIALISTA PER IL RICORSO CONTRO EQUITALIA
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